L'addio di Guarin: un sacrificio per Lavezzi e Naingollan?

17.12.2013 11:56
 
La notizia dell'imminente cessione di Fredy Guarin al Chelsea, data per certa da media e giornali sportivi italiani (e da ufficializzare dopo il derby), aprirà scenari di mercato e tecnici davvero interessanti per i quali sono attese risposte da parte della nuova proprietà in ottica investimenti e del tecnico per quanto riguarda la gestione delle partenze ed, eventualmente, dei nuovi arrivi. Perchè l'addio dell'ex Porto è, nonostante tutto, una grossa rinuncia per una rosa povera tecnicamente e di soluzioni come quella di quest'anno, che ha illuso per due mesi salvo sciogliersi di fronte alle difficoltà dettate da un torneo pur sempre ostico per chi come l'Inter l'affronta con tanta pressione e una concorrenza più agguerrita e (molto) meglio attrezzata. 
Una falla importante nella rosa nerazzurra che, se davvero dovesse accadere, dovrà essere colmata tempestivamente da Erick Thohir già in questa finestra di mercato con un giocatore che, auspicabilmente, si attesti allo stesso livello del colombiano e che sappia raccoglierne l'eredità nell'immediato. In secondo luogo, sul campo le cose non saranno più semplici: è certo che Walter Mazzarri dovrà, per forza di cose, rimodellare nuovamente la squadra tatticamente e nel modo di stare in campo, soprattutto se dovesse giungere a Milano un calciatore con caratteristiche diverse da quelle di Fredy, magari quel Radja Naingollan che, rispetto al primo, permetterebbe al tecnico ex Napoli di schierare una formazione più disciplinata ma sicuramente meno fisica e imprevedibile ( e in questo caso mancherebbe ancora un giocatore d'attacco). E, in effetti, cedere il nazionale colombiano significherebbe rivedere 
C'è tanto da discutere su questa vera e propria operazione choc che ha aperto questa mattinata e che darebbe avvio all'operatività effettiva sul piano sportivo del magnate indonesiano. Perchè è vero che il lavoro che farà il nuovo entourage sarà essenzialmente concentrato a restituire salute finanziaria al club, rimodellandone e rimodernandone (e potenziando) quegli aspetti troppo spesso trascurati dalla gestione-Moratti.  
Dall'altra è altrettanto vero che le ultime gare hanno mostrato le necessità di una squadra che realizza molto in attacco ma alla quale manca un attaccante che sappia affiancare (o sostituire) Palacio se questi non segna, poco attenta in difesa, indisciplinata nella lettura di certe situazioni tattiche, specie nell'ultima gara al S.Paolo o, ancor peggio, nella gara interna contro il Parma. Urgono rinforzi in diversi reparti e la cessione di Guarin, magari affiancato da un extra budget, dovrà servire a finanziare una campagna acquisti che non indebolisca ulteriormente la rosa e, anzi, la rafforzi laddove questi primi quattro mesi di campionato hanno evidenziato le maggiori carenze tecniche. Certo che per il tycoon di Giakarta cominciare la propria esperienza da numero uno del club con una cessione illustre fa effetto e magari impensierisce un pò chi ancora nutre dello scetticismo nei suoi confronti. La speranza è quella di non affrettarsi troppo a lasciarsi andare a giudizi fin troppo superficiali prima che il nuovo presidente concludi completamente ciò che, di concerto con il tecnico, riterrà necessarrio per la rosa attuale.
 
 
Iniziamo col dire che, sul piano strettamente economico, la cessione del colombiano non rappresenta un vero e proprio affare per le casse della società: acquistato infatti per un totale di 13 milioni di euro sommata la cifra spesa tra prestito oneroso (circa un milione) e riscatto al termine della stagione 2011-2012, il cartellino di Guarin, stando sempre alle voci in circolazione, sarà valutato complessivamente per una somma che va tra i 15 e i 18 milioni di euro per una plusvalenza che oscillerà dunque tra i 2 e i 5 milioni. Insomma non una cifra del tutto eccezionale da incassare per una pedina che, dopo due anni di Inter avrebbe dovuto valorizzarsi oltre queste cifre e che nell'attuale scacchiere mazzarriano ha assunto il fondamentale ruolo di mezza punta (alle spalle di Palacio) dopo diverse e faticose sperimentazioni tattiche.  
Ovvio che una cessione così inaspettata e per certi versi dolorosa non potrà che dividere i tifosi nerazzurri sulla bontà di un'operazione che, visti anche i già citati contorni economici, non esalta di certo viste le valutazioni quasi sempre al ribasso che gli uomini mercato interisti propongono verso chi mostra interessa verso un giocatore nerazzurro; ma che neppure avvilisce troppo, anche perchè spesso quest'anno Guarin ha mostrato limiti caratteriali e una discontinuità di rendimento eccessiva, che, talvolta, ha stizzito l'esigente pubblico di S.Siro (che lo ha fischiato all'uscita dal campo in qualche occasione di troppo). 
 
La più clamorosa in Inter-Fiorentina del 27 settembre scorso, gara nella quale il colombiano, sostituito dopo un'ora di gioco per Mauro Icardi, si avviò verso la panchina gesticolando verso uno stadio che non gli risparmiava la prestazione sottotono.  
Stabilire dunque se questa cessione sia dunque opportuna in un momento così delicato per il futuro della squadra lo dirà solo il tempo. Su tutto però saranno le mosse della società e l'ambizione di rivedere da subito un'Inter migliore nei valori a stabilire se il sacrificio del centrocampista sia servito a qualcosa. 
Di certo c'è che la partenza di Guarin indebolirebbe il settore avanzato della squadra più che la zona mediana della stessa, per cui sarebbe opportuno un sacrificio per l'acquisto di un Lavezzi più che di un Naingollan (meglio ancora se entrambi), affinchè Mazzarri abbia la chance di proporre al meglio il suo calcio completando con i giocatori giusti una formazione troppo spesso figlia delle necessità. 
Il nome dell'attaccante in forza al Psg è in effetti quello che meglio potrebbe rinfrancare il popolo nerazzurro e che ancor meglio permetterebbe l'apertura di prospettive tattiche e di gioco più incisive e imprevedibili. Con un Cambiasso intoccabile, Naingollan invece potrebbe prendere il posto di Taider nel cuore del centrocampo, sempre in attesa della definitiva consacrazione di Mateo Kovacic. Insomma, in attesa di sapere se davvero Guarin abbia le valige pronte per l'Inghilterra, la speranza è che una cessione illustre dovrebbe valere un sacrificio economico che rispetti le promesse di un progetto vincente.